Quando si è davvero solidali?

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A fine dicembre uno degli anziani dei piani alti, è stato ricoverato in ospedale. I giorni precedenti ci eravamo occupati di lui, chiamando un taxi per andare a fare delle visite mediche, andando a comprargli dei medicinali. È un tipo un po’ burbero, lo dice anche lui, di sé diceva che dopo un po’ che parla e discute, lui «s’annerva»… Però è anche una persona autonoma, dalla casa alle visite mediche. Eravamo quindi d’accordo che ci avrebbe chiamato, qualora la sua situazione sanitaria fosse peggiorata.

E invece… non appena è stato ricoverato d’urgenza in pronto soccorso di notte, e nessuno dei vicini ha quindi visto nulla, gli si è rotto il telefono. Morale della favola, ai primi di gennaio lo cerchiamo a casa, al telefono, ma niente. Sparito dai radar. Dopo una ricerca in tandem con la sua educatrice dei servizi, lo troviamo e lo andiamo a trovare. Da quel momento, nonostante il suo carattere spigoloso, siamo riusciti a coinvolgere anche altri vicini per aiutarlo nei più svariati modi: trovare un cellulare per lui, procurargli un cambio di vestiario, telefonargli. Ora vedremo come andrà, quando a breve tornerà a casa e magari ci sarà bisogno di un po’ di supporto. Siamo anche curiosi di vedere se dopo questa esperienza, gli spigoli si sono un po’ arrotondati!

Ci si arrabbia, si litiga, ma nel momento del bisogno, si offre quel che si può.

Silvia C.


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