Osservo il mondo dal mio balcone

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In questo periodo vissuto tra le mura di casa l’unico spazio sotto il sole in cui sono libera di sostare senza permesso è il mio balcone, un piccolo balcone con qualche piantina ed una sedia bianca. Così, come in una rassicurante routine o in un rituale magico, ogni giorno per scelta mi dedico alcuni momenti da trascorrere lì, in cui posso ricaricarmi e trovare ristoro… Osservo il mondo dal mio balcone e dalle case accanto sento arrivare fino a me i profumi della cucina. Mi immagino momenti di convivialità, insieme seduti attorno alla stessa tavola. Condivisione nella semplicità, pane caldo tra le mani, gesti che nutrono anche adesso a distanza. Piccole cose di tutti i giorni, stessi gusti e profumi sempre nuovi. Cucino per te, cuciniamo insieme. Gesti che curano, racconti ed espressioni sui volti che divengono una sicura compagnia scandendo i ritmi delle mie giornate.

Io sola alla mia tavola immagino te, solo alla tua, così in quest’immagine siamo di nuovo insieme, ci ritroviamo…NON SIAMO PIU’ SOLI. Siamo l’uno accanto all’altro, nei nostri pensieri. Sto scoprendo infatti che in questi giorni in cui sono confinata tra queste mura la mia immaginazione non conosce confini, spazia e incontra mondi, incontra l’Altro e tra gli altri finalmente incontra Me.

Sara, famiglia affidataria

“Tempo verrà
in cui, con esultanza, saluterai te stesso arrivato
alla tua porta, nel tuo proprio specchio,
e ognuno sorriderà al benvenuto dell’altro
e dirà: siedi qui. Mangia.
Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io.
Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
a se stesso, allo straniero che ti ha amato
per tutta la tua vita, che hai ignorato
per un altro che ti sa a memoria.
Dallo scaffale tira giù le lettere d’amore,
le fotografie, le note disperate,
sbuccia via dallo specchio la tua immagine.
Siediti. È festa: la tua vita è in tavola”.
Derek Walcott 


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