Il peso del vuoto

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In questo periodo arriveremo ad avere 6 posti disponibili entro un paio di mesi, complice diverse assegnazioni di case a nostre attuali ospiti da parte di ATC e la difficoltà a trovare persone adeguate da parte dell’Ente inviante. Per contro le telefonate che mi arrivano sono sempre di più e soprattutto di persone disperate.

«Siamo una famiglia, so che non possiamo venire tutti, ma almeno per mia moglie e mia figlia avete posto, qui ci buttano fuori»

«Ho 2 figli di cui uno disabile, non ho più il lavoro, so che siete a Torino, io sto a Settimo è vicino… avete posto?»

«Cerchiamo solo un posto per qualche mese, siamo brave persone….»

«Qui non posso più stare ho un bambino piccolo e sono sola… abito in Toscana forse da voi un lavoro si trova»

…e potrei andare avanti cosi… e l’approccio è sempre uguale: ascolto, attenzione, comunicazione che per uno o l’altro motivo non siamo compatibili, qualche consiglio, il sentirsi inutile e inadeguato.

È ora di cambiare, di modificare i parametri di accesso, ma prima di tutto di modificare il nostro modo di pensare e vedere le cose, di ripartire rimettendoci in gioco, perché a volte è più pesante il vuoto di un pieno anche riempito male.

Andrea T


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