Gli addii che sanno di arrivederci

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Nel ripensare l’esperienza di due anni in qualità di affidataria in condominio mi accorgo ancora una volta di come spesso si arrivi a comprendere con più profondità ciò che si ha vissuto quando il tempo e la distanza ci permettono di ripensare i luoghi e le persone per noi familiari con uno sguardo diverso e una leggerezza che piano piano si fa ricordo. Ora che da circa due mesi vivo in un’altra casa e in un nuovo paese capisco che probabilmente non avrei saputo accogliere con tale pienezza questa nuova vita se prima non mi fossi sentita così tanto a casa in Via Jessy. Occorre talvolta vivere una casa per trovarne un’altra ed essere pronti ad apprezzarne una nuova bellezza. Vivere un luogo per me significa attraversarlo e farsi attraversare, abbracciando con coraggio il cambiamento che ne deriva. Personalmente sento di essermi lasciata attraversare dagli sguardi, dalle storie di vita, dalle insicurezze, dalle speranze, dall’affetto e dall’impegno delle famiglie e delle diverse persone che hanno condiviso con me quest’esperienza. Spero allo stesso tempo di aver saputo attraversare con attenzione, presenza e premura le loro traiettorie di vita lasciando su di esse una piccola luce in più, una parola, un momento autentico, un sorriso, un’esperienza di vicinanza nella diversità. Spero inoltre che il saluto scambiato con commozione con alcune delle persone a me care del condominio, sebbene possa sembrare un addio, abbia in realtà il dolce gusto di un arrivederci. Alla prossima.

Sara, ex-famiglia affidataria


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