Alziamo il tiro con parole non nostre verso la fase2

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In un articolo apparso su Times, Yuval Noah Harari, con la consueta lucidità, pone alcune questioni decisive. Innanzitutto, osserva come le crisi determinino la naturale accelerazione di trasformazioni che, in periodi normali, avrebbero richiesto tempi lunghissimi per essere introdotte (basta pensare allo smart working ed alla home schooling nel nostro Paese). Si tratta di cambiamenti destinati a consolidarsi anche quando si ritornerà alla normalità. Per questo dobbiamo sapere che gli assetti che l’emergenza Covid-19 sta determinando, spesso in totale discontinuità rispetto al passato, non cesseranno quando finirà la fase critica, ma determineranno in modo molto rilevante il nuovo quadro sociale, economico, politico ed anche relazionale che ci troveremo a vivere al termine della pandemia. Se le dinamiche scatenate dall’emergenza andranno a costituire l’ossatura del futuro, allora dobbiamo essere particolarmente vigili riguardo alle trasformazioni che si stanno innescando e alle scelte che si stanno compiendo. Harari si concentra su due scelte particolarmente importanti per il futuro di tutta l’umanità. «La prima è tra sorveglianza totalitaria e la responsabilizzazione dei cittadini».

Per approfondire: https://www.rivistaimpresasociale.it/rivista/articolo/scalvini-costruire-il-futuro-del-terzo-settore

Andrea T.


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